Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/180

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160 corrispondenze

Il Martens dall’altro lato ammetto, che la falsa concessione, generale di Costantino1 sia stata compilata un po’ più tardi, sotto il pontificato o poco dopo la morte di Adriano I (772-795) da un chierico della cancelleria papale, il quale fece questo suo lavoro in tre parti non già per uno scopo pratico, ma soltanto per la glorificazione della chiesa romana. Anche questa ipotesi non è convincente. A noi basti però di avvertire i lettori, che il libro del Marteus contiene fra altre cose una serie importante di documenti che vanno fino all’anno 1245, nei quali è fatta menzione della donazione costantiniana.

Scopi non dissimili ebbero pure le alterazioni sleali, che vennero introdotte nel testo autentico dei patti e diplomi carolingi in favore della Chiesa romana. Carlo Lamprecht dedica a chiarire questo punto oscuro moltissima dottrina piena d’arguzia nel suo libro: La questione romana da Pipino fino a Lodovico il Pio2. È noto che di tutti questi patti carolingi non giunse fino a noi che quello solo di Lodovico Pio del 817; e dei patti dei sovrani posteriori, solo d’Ottone I del 962 e d’Enrico II; ma da fonti sicure sappiamo che una volta n’esisteva un numero più grande, che furono col tempo perduti. Il Lamprecht cerca non soltanto di ricostruire coll’aiuto delle fonti sicure l’intera serie di questi diplomi dal 754 al 962, ma anche (cosa assai più difficile) di ricomporre, il tenore e perfino il testo dei documenti perduti per mezzo d’un acuto confronto delle notizie che si trovano nel liber pontificalis coi diplomi che sussistano e per mezzo di una interpretazione ingeniosa dei diplomi stessi. Mercè il profondo acume di questi indagini il Lamprecht viene a risultati nuovi e sorprendenti così rispetto alle relazioni di questi diplomi fra loro, come rispetto al rapporto dei Papi coi Signori franchi. E vero però, che, per lo stato sfavorevole delle fonti, è difficile e quasi impossibile porgere argomenti irrefragabili per sostenere tutte le asserzioni ed opinioni svolte in quest’opera.

Le relazioni del papato coll’impero durante tutta l’epoca carolinga sono studiate dal Doppfel3 che non ci offre però molte conclusioni nuove. Egli dice, che il Patriziato degli imperatori bizantini non fu connesso coll’obbligo di difendere la sede apostolica, e che

  1. Martens. Die falsche General-Concession Konstantins des Grossen (sogenannte konstantinische Schenkung), München 1889.
  2. K. Lamprecht. Die römische Frage von König Pippin bis auf Ludwig den Frommen in ihren urkundlichen Kernpunkten esläutert, Leipzig 1889.
  3. H. Doppfel. Kaiserthum und Papstwechsel unter den Karolingern, Freiburg im Breisgau 1889.