Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/179

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germania 159

nistrazione civile, militare e fiscale, mostrandoci come l’Italia per gli assalti che i Longobardi minacciavano di fare, divenisse un Thema, cioè una provincia confinante, che doveva esser sempre sotto le armi contro le invasioni ostili, come poi questo stato fosse cagione che l’amministrazione militare, fondata nelle città fortificate respinge tutti gli altri riguardi e come finalmente l’Italia, lasciata quasi senza aiuto da Costantinopoli, si avvezzasse ad ubbidire a degli ufficiali locali e specialmente ai vescovi, i quali assumevano gli obblighi trascurati dai Greci, finchè la minaccia continua del giogo longobardo fu tolta dall’aiuto dei Franchi, richiesto dai papi. Queste belle ricerche mostrano chiaramente l’influenza delle istituzioni bizantine sullo sviluppo della costituzione italiana nei tempi posteriori.

In qualche punto si avvicina al predetto lavoro un saggio del Luther, che studia le varie fasi della lotta fra Roma e la Metropoli di Ravenna1 dalle prime origini fino al secolo nono, o precisamente fino all’anno 862, nel quale l’arcivescovo Giovanni si sottomise al primato romano. La scarsità delle fonti non permette di risolvere con certezza tutte le quistioni relative a questo argomento, anzi troviamo in questo libro molte opinioni assai problematiche; ma coll’autore si può dire che la rivalità delle due sedi sia connessa essenzialmente col fatto, che Ravenna nei tempi bizantini ed anche sotto il governo franco era centro della potenza politica secolare e che più d’un sovrano favori per aver un contrapeso contro i papi, l’ambizione di Ravenna di farsi indipendente da Roma.

Citeremo adesso parecchi opuscoli, che occupandosi ancora della famosa donazione di Costantino, ci conducono al tempo carolingio. Il Martens e il Friedrich hanno pubblicato le loro ricerche su questo argomento; l’uno è del tutto indipendente dall’altro; ambedue si fondano su diverse idee e principi, e giungono a risultati affatto opposti. Però nessuno dei due dà una soluzione definitiva della questione. Il Friedrich vuole provare nel suo libro sulla donazione Costantiniana2, che questa impostura fu fabbricata prima del secolo nono, perchè è già citata in lettere scritte sotto Carlo Magno; un’altra tesi ch’egli sostiene è questa: che nel secolo VIII dal papa Paolo I (757-767), quando era ancora diacono, sia stata alterata la parte già falsificata nel secolo settimo. La critica, riconoscendo bensì la dottrina dell’autore, ha sollevato, e con ragione, dei dubbi su queste conclusioni3.

  1. P. Luther. Rom und Ravenna bis zum 9. Jahrhundert, Berlino 1889.
  2. Friedrich. Die Constantinische Schenkung, Nordling 1889.
  3. Si veda particolarmente l’ampia esposizione dello Scheffer-Boichorst nelle Mittheilungen des österr. Instituts, 11, 128-146.