Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/193

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rassegna bibliografica 173

accettata (cfr. Bresslau, Handbuch der Urkundenlehre, I, 44-40) s’intendono per carte (chartae, chartulae), i «documenti dispositivi» che hanno in sè stessi virtù di atti giuridici, e per notizie (notitiae, breves, memoratoria) i «documenti di prova» ossia i documenti destinati ad memoriam habendam vel retinendam di un’azione giuridica già compiuta. Ora è cosa veramente notevole (ed è una conferma nuova della giustezza di tale dottrina) il vedere che nel Rubricario del Libro della Croce i documenti sono appunto disposti in due serie distinte; la prima delle Cartae, l’altra dei Breves o Brevia (ossia, notizie).

I transunti dei documenti sono in detto Rubricario fatti generalmente in forma soggettiva; e qui è pur degno di studio vedere con quali criteri fu fatta questa intestazione di persona.

Si sa bene che in ogni documento, o più veramente in ogni fatto documentato, ci sono sempre due persone cooperanti: cioè l’autore e il destinatario: ma, rispetto alla partizione dei documenti in carte e in notizie, c’è inoltre da osservare, che mentre nei documenti dispositivi l’autore del fatto documentato è anche autore diretto della carta, la quale viene scritta a richiesta di lui; i documenti memorativi invece si scrivono a richiesta tacita o espressa del destinatario, perchè sono fatti principalmente per garantire l’interesse di questo: cosicché in certo modo il destinatario diviene in essi autore (come si esprimono il Brunner e il Bresslau): o piuttosto, volendosi mantenere sempre distinte (come piace a me) le due persone giuridiche, la rogazione passa da questo a quello. Coerentemente a questo principio, noi vediamo nei Rubricarlo predetto tutti i brevi intestati col nome de’ destinatari, cioè delle persone che tenevano terre del Capitolo in affitto, o a lavoro, per altra concessione qualsiasi: mentre le carte sono intestate col nome degli autori, cioè di coloro che avevano donato, venduto o in altro qualsiasi modo concesso i propri beni al Capitolo. Fanno eccezione alcuni documenti della serie delle carte, i quali anziché avere una intestazione di persona, l’hanno di luogo di oggetto. Così, a p. 52 vedo registrata una «Carta de Casale, de duobus mansis..., quos acquisivimus a Lucensibus canonicis accclesie Sancti Martini»; e a pp. 53 e 54 tre «carte permutationis», dove sono indicate le terre permutate senza il nome dell’altro permutante.


Firenze.