Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/192

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172 rassegna bibliografica

gli statuti non s’hanno a pubblicare per la semplice gloriuzza locale, ma sibbene come elementi preziosi per lo studio comparato della vita nazionale italiana nel medio evo; elementi, dai quali si desume che «nella vita d’ognuno dei nostri comuni batte il cuore di tutta la nazione; la energia morale che si rivela nella loro legislazione non è che un riflesso, una manifestazione singolare della energia morale complessiva di tutta la nazione» (pp 6-7).

Con questi savi intendimenti lo Zd. ha preso a pubblicare lo statuto dei Placiti di Siena, e ne prepara l’illustrazione.

Dal campo degli statuti il secondo opuscolo ci porta a quello dei documenti: dalla vita giuridica legiferata alla vita giuridica vissuta. Lo Zd. prende le mosse da quell’ottimo libro che è il trattato di Enrico Brunner sulla storia giuridica del documento romano e germanico1; e si apparecchia a darci uno studio originale intorno ai documenti privati italiani dei secoli X, XI e XII, condotto in special modo sulle carte del Capitolo della chiesa cattedrale di Pistoia.

L’opuscolo ora pubblicato contiene l’«Introduzione», la «Descrizione del Libro della Croce», che è il Cartulario del Capitolo pistoiese, e la pubblicazione del Rubricario di esso Libro.

L’introduzione dà notizie storiche e diplomatiche: le quali anche più particolarmente ci sono offerte dalla descrizione del Cartulario. Di questo lo Zd. studia l’età della compilazione che attribuisce al secolo XII; e in modo più preciso, dopo aver notato «che il codice non è scritto d’un fiato», ma in più volte e «se ne distinguono in complesso due grandi parti», prova essere scritta tra il 1115 e il 1133 la prima parte, tra il 1142 e il 1189 la seconda.

Uno studio interessante è la ricerca delle fonti di questo Cartulario. Per una quarantina di documenti si può provare che i documenti copiati in esso provengono da originali; per il rimanente (oltre 200), è incerto se provengano da originali o da un libro copiale anteriore. Comunque sia (e il séguito degli studi dello Zd. potrà forse meglio chiarire la questione) è sommamente notevole l’ordine metodico seguito nella compilazione di esso Cartulario, e soprattutto (come bene osserva lo Zd.) la distinzione in esso dei documenti in carte e in notizie.

Ricordiamo qui che, secondo una dottrina esattamente stabilita dal Brunner nel citato libro, pp. 8 e segg. e ora generalmente

  1. Zur Rechtsgeschichte der römischcn u. germanishen Urkunde, Berlino, 1880.