Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/205

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rassegna bibliografica 185

festamente dal Vaticano, il Pertz segnò soltanto alcune varianti più notevoli.

L’edizione del Pertz, informata a quei retti criteri che costituiscono il pregio di ogni volume dei Monumenta Germaniae, ebbe la più lieta accoglienza dagli eruditi nostri e d’oltr’Alpe; e il Giesebrecht, il Kohlschütter, il Gfrörer se ne giovarono assai nelle loro pregevolissime opere storiche.

Tuttavia anche l’edizione del Pertz, sebbene si lasciasse addietro di gran lunga quella del 1765, non andò esente da ogni difetto; e d’altra parte alcune opinioni che il Pertz mise innanzi nella Prefazione intorno al diacono Giovanni e alla sua cronaca non incontrarono l’approvazione di tutti.

Laonde mancava ancora un lavoro che, riassumendo le idee esposte dai varii critici su questo soggetto dal 1816 fino ad oggi, ed applicandole all’interpretazione del testo, completasse l’opera del dotto tedesco. A questo lavoro si è accinto il prof. M. il quale fin dal 1882, indagando il valore storico della cronaca nel suo studio pubblicato nella Cronaca liceale di Pistoia, a pag. 28 aveva rilevato giustamente alcune mende dell’edizione del Pertz.

Ora nei primi capitoli della nuova dissertazione intesa a trattare tutte le questioni che si rifericono alla composizione ed al testo della cronaca, discute anche certe opinioni dell’illustre storico tedesco, le quali per il passato furono accettate sulla sua autorità, in tutto in parte, dagli studiosi e dal M. stesso.

Il Pertz affermò essere il cod. Vaticano-Urbinate 440 l’autografo di Giovanni è scritto nella sua ultima parte in più tempi di mano in mano che gli avvenimenti si succedevano. Inoltre, siccome il Chronicon Gradense si trova nello stesso codice e scritto dalla medesima mano, trasse la conseguenza che l’autore di quest’ultima opera fosse senz’alcun dubbio il diacono Giovanni. L’opinione che attribuisce al nostro cronista la compilazione del Chronicon Gradense fu già combattuta con buoni argomenti dal Kohlschütter1

dal Simonsfeld2 e dal Waitz3, i quali osservarono la diversità dello stile ed altre differenze sostanziali assai notevoli. All’esame delle altre due opinioni il M. dedica tutto il IV capitolo della sua dissertazione, e vi si accinge dando prima una minuta ed accuratissima descrizione del codice Vat.-Urb. sul quale il Pertz fondò i

  1. Venedig inter dem Herzog Peter II Orseolo. Göttingen 1868, p. 63.
  2. Der Doge Andreas Dandolo und seine Geschichtswerke - 1878 p. 56.
  3. Ueber das Chronicon Gradense in cod. Vat. Urb. 440, in Neues Archiv der Gesellschaft für altere deutsche Geschichtskunde, II. 375 sgg.