Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/210

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190 rassegna bibliografica

Gregorio al patriarca di Grado Antonino perchè esorti i Veneziani a rimettere in Ravenna l’esarca Eutichio scacciato dai Longobardi; l’altra ci fu trasmessa dal Dandolo nella sua Cronaca estesa e dal Sanudo nelle Vite dei dogi, e fu scritta da Gregorio al doge Orso per il medesimo scopo e quasi con le stesse parole.

Il M. ammette con molti altri critici l’autenticità della lettera di Gregorio ad Antonino, che fu già impugnata dal Muratori1 e dal Martens2; ma la parte affatto nuova delle argomentazioni del M. è quella in cui dimostra che la lettera, attribuita da Andrea Dandolo e recentemente dal Jaffè3 e dal Cipolla4 a Gregorio II, è da riferirsi al suo successore Gregorio III e da porsi tra il 731 e il 736. Le prove addotte dal M. in sostegno di questa sua opinione hanno senza dubbio grande valore; e per questo mi pare che anche nel titolo del cap. XXII avrebbe potuto sostituire Gregorio III a Gregorio II, o indicare il semplice nome proprio del papa se non voleva anticipare al lettore la sua conclusione.

11 Chronicon Altinate mostra qualche somiglianza con la cronaca del diacono Giovanni nel racconto delle origini di Torcello e di Grado, nel catalogo dei patriarchi gradesi e nel racconto della venuta di Longino nelle isole veneziane. Ora il M. si trova d’accordo con Enrico Simonsfed5 nello stabilire che il testo dei due primi è più antico nel Chronicon Altinate; ma la sua opinione è diversa da quella dell’illustre erudito tedesco rispetto al terzo; giacché, mentre il Simonsfeld si mostrò propenso ad ammettere l’anteriorità del racconto di Longino nel Chronicon Altinate, il M. crede che questo racconto sia posteriore ai primi anni del secolo XI (e più precisamente tra il 1008 e il 1056) e che la Cronaca di Giovanni sia stata una delle fonti del suo anonimo compilatore. Giova però avvertire che, come il Simonsfeld non intese di dare la soluzione definitiva del problema, così il M. a pag. 203 della sua dissertazione dichiara che «colle sole testimonianze delle quali per «ora abbiamo cognizione, si possono avere soltanto indizi più o meno probabili, ma non mai gli argomenti che possano risolvere il quesito in modo definitivo».

  1. Annali d’Italia.
  2. Politische Geschichte des Longobardenreichs unter König Luitprand. Heidelberg, 1880. pp. 66-71.
  3. Regesta pontificum
  4. Archivio Ven., XX.
  5. Venetianische Studien I, München, Ackermann, 1888.