Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/220

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200 rassegna bibliografica

tissimo condottiero di bande? quali erano i suoi fondamenti e i sostegni e l’autorità o la politica grandezza? Nè lui, nè il Pescara, nè il Valentino, nè altri di quei tirannelli, o di quei soldati, pei quali, più o meno, la guerra, e qual guerra, era un lucroso mestiere, potevano essere salute d’Italia, perchè le ambizioni personali, le aspirazioni individuali non possono di per sè stesse crear nulla di grande, e molto meno la forza e la grandezza di un popolo.

II.


Il secondo lavoro del Professione studia i principi della carriera di una delle più straordinarie ed enigmatiche figure del secolo XVIII, il Cardinale Alberoni. Colla scorta di non pochi documenti inediti, fra i quali il curioso «Ragguaglio distinto dello incontro delle LL. MM.» cioè di Filippo V e di Elisabetta Farnese; ci si mostra anzitutto l’Alberoni in compagnia del Vendòme, eppoi in Spagna con mirabile sagacia conchiudere il parentado fra il re e la Farnese, adoprando a tale effetto anche l’influenza della Principessa Orsini, la quale si lusingava di trovare nella nuova regina un docile istrumento della sua politica, mentre invece fu da Elisabetta, incoraggiata ed aiutata dall’astuto e fedele diplomatico, spodestata e remossa dalla corte. Questo colpo di Stato femminile, impossibile senza l’opera alacre dell’Alberoni, che se la intendeva col Duca di Parma suo signore; nonchè il viaggio della sposa, la fiacca indole di Filippo V, gli sdegni della Orsini, quando si vide giuocata, ed in genere le condizioni della corte di Madrid sono assai bene lumeggiate in queste pagine, nelle quali la narrazione scorre chiara e piacevole, mentre nell’altro lavoro la forma può sembrare talora un po’ ravviluppata e pesante.

Conchiude l’A. promettendo in una prossima monografia di firci conoscere l’Alberoni «politicamente grande»; noi, per altro, s! dagli effetti grandi e durevoli deve riconoscersi la grande politica, ci contenteremo, almeno fino ad evidente prova in contrario, di ritenerlo per il più insigne avventuriere politico di un’etn, che agli avventurieri più accorti ed audaci prodigava non di rado onori singolari, popolarità e ricchezza.

Firenze.




D.r Gaetano Capasso. Un abate massone del secolo XVIII (Antonio Jerocades). - Un ministro della Repubblica partenopea (Vincenzo de Filippis). Un canonico letterato e patriota (Gregorio Aracri). Ricerche biografiche. - Parma, Tip. Ferrari e Pellegrini, 1887. - In 8.°, di pp. 70.

Il presente volumetto appartiene alla serie di utili lavori con cui vari studiosi si adoperano a rifare, su documenti, la storia,