Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/363

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il libro di antonio billi 343

(Bernardo.)

(76) Gli annotatori del Vasari-Lemonnier hanno provato, che questo maestro Bernardo è Bernardo di Daddo (Vedi Vasari I, 463 segu.) Delle sue pitture in S. Paolo a ripa d’Arno nulla si vede più; l’inferno nel Camposanto è quello attribuito dal Vasari a Bernardo fratello dell’Orcagna (l. c. I, 599).


(Alesso Baldovinetti.)

(77) Ci troviamo di bel nuovo dirimpetto a uno degli spropositi del nostro compilatore, che qui ha messo il nome di Alesso Baldovinetti invece di quello di Maso (di Banco), a cui l’opera in questione fu indubitabilmente ascritta nel Libro d’Antonio; e questo si desume dall’essere essa registrata sotto il suo nome nel Cod. Strozziano e nell’Anon. Gaddiano. Il Vasari (t. I, pag. 626) l’attribuisce al suo Tommaso detto Giottino, personaggio composto da lui da due diversi pittori, cioè Maso di Banco e Giotto di maestro Stefano, come abbiamo già esposto più indietro nella nota 35 alla notizia biografica di Giottino. Degli affreschi di Maso si conservarono fino ai nostri giorni alcuni frammenti che però furono distrutti nel recentissimo ristauro del Palazzo del Podestà, parendo impossibile potervi praticare qualsiasi restauro (Vedi Passerini, Del pretorio di Firenze, Ivi 1865, pag. 30).


(Iacopo di Casentino.)

(78) Il tabernacolo di Mercato Vecchio fu da lungo tempo distrutto, la tavola della Madonna fatta per esso da Iacopo già conservata nella Chiesa di S. Tommaso sulla piazza del detto Mercato è oggi stata trasportata nella Galleria degli Uffizi (Vasari I, 670, nota 2 e IX, 251).


(Andrea di Cione.)

(79) Le ultime quattro parole si riferiscono alla linea seguente e sono copiate erroneamente di là.

(80) Tutti gli autori che hanno copiato dal Libro d’Antonio (lo Strozziano, il Gaddiano e il Vasari) rammentano il ritratto di Guardi, messo del Comune nell’Inferno dipinto dall’Orcagna nella Chiesa di S. Croce, e non in quello della Capp. Strozzi. Ora del primo non si trova nessuna menzione nel nostro testo, ed è perciò chiaro che il suo compilatore ha qui omesso di copiare alcune righe dell’originale, saltando dall’Inferno della Capp. Strozzi a quello in S. Croce. Intorno al Guardi, vedi Vasari I, 601, nota 2.

(81) Tutte queste notizie sono riprodotte anche dal Vasari, che le tolse senza dubbio dalla medesima fonte. Dei sonetti dell’Orcagna se ne sono conservati parecchi in un Codice manoscritto della Biblioteca nazionale (Cl. VII, var. 1168) dell’anno 1512 e portante il titolo: “Sonetti del Burchiello e altri„.