Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/372

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352 il libro di antonio billi

il quadro di S. Maria Novella è l’ammirabile Adorazione de’ Magi che è negli Uffizi (l. c. p. 315).

(140) Con questo si accenna alle note due pitture di soggetto allegorico-mitologico negli Uffizi e nella Galleria di Belle Arti.

(141) Dal confronto col testo relativo dell’Anonimo Gaddiano si desume che qui il nostro Petrei fa confusione, copiando in fretta e senza attenzione. Quel testo dice: “et nella cappella di sixo (sic: Sisto) fece 3 faccie o quadri. Et fece assai opere piccole bellissime et in fra l’altre un san Girolamo opera singulare„. Le “3 faccie o quadri„ sono i tre affreschi del Botticelli nella Cappella Sistina; in quanto al S. Girolamo, non sapremmo indicar una tavola di questo soggetto fra le opere esistenti dell’artista.


(Filippino Lippi.)

(142) Sono i noti affreschi fatti per commissione del cardinale Oliviero Caraffa. Asserendo che siano stati eseguiti “a stanzia (ad istanza) di Giovanni Tornabuoni„ l’autore del Libro d’Antonio cadde nell’errore di scambiarli con quelli, ora distrutti, del Ghirlandaio nella Cappella Tornabuoni della medesima chiesa.

(143) La tavola fatta per S. Donato a Scopeto è l’Adorazione dei Magi oggi conservata negli Uffizi, coi ritratti dei Medici; quella proveniente dalla chiesa delle Campora a Marignolle è la Vergine che apparisce a S. Bernardo in una delle cappelle della Badia di Firenze (Vasari, III, p. 463 e 473).

(144) Si tratta della Deposizione della Croce, oggi nella Galleria dell’Accademia di Belle Arti. Dice bene il nostro testo che fu finita dal Perugino, ma erra in quanto gli attribuisce il lato di dietro e al Lippi quello dinanzi, poichè la tavola non è dipinta che da un solo lato. Si sa che il Lippi ne fece la metà superiore, il Perugino quella inferiore (l. c. III, 475).

(145) Anche l’Anonimo Gaddiano e il Vasari riferiscono questi aneddoti. Non si sa quale fra le esistenti del maestro potrebbe esser la tavoletta fatta a Piero del Pugliese (l. c. III, 467).

(146) Delle due tavole dipinte per commissione di Tanai de’ Nerli quella di S. Spirito esiste tuttavia nella cappella di questa famiglia, l’altra già in S. Francesco del Monte (o S. Salvatore) si è perduta (l. c. p. 464, 465 e 467). Non sappiamo nulla del disegno per la finestra di vetro della chiesa di S. Martino; il Vasari non la ricorda.


(Benozzo Gozzoli.)

(147) Del noto pittore Benozzo Gozzoli l’inesattezza del Petrei nel trascriver il suo originale fa un “Bonorio„. Il Gaddiano che pure copiò il Libro d’Antonio, perchè il suo testo coincide presso a poco letteralmente col nostro, scrive invece bene "Benozo.„