Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/387

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il libro di antonio billi 367

differente, che come le veddi giudicai per la vivacità esser fatti da lui.15)


3. Lorenzo di Bartolo Ghiberti, detto Lorenzo di Bartoluccio, è notissimo per le porte di bronzo del nostro Baptisteo (sic), cioè quella del mezo et quella di verso l’Opera et gli stipiti della terza verso la Misericordia, la quale porta fece maestro Andrea Pisano. Et benchè in suddette porte et massime a quella del mezo, più maestri 16)




Annotazioni al precedente testo

del Cod. magliabechiano XXV, 636 (Cod. Strozziano).



(Cimabue.)

(1) Qui la scrittura del manoscritto fu interrotta. La seguente frase fu aggiunta da un’altra mano, la stessa che scrisse pure la nota marginale surriferita. Così questa come la notizia sulla tavola di S. Trinita (che oggi si trova nella Galleria delle Belle Arti) sono tratte senza dubbio dal Vasari; nè l’una nè l’altra si trovano nel Petrei e nel Gaddiano.


(Giotto.)

(2) Queste due righe furono preposte alla seguente notizia biografica dal copista, dopo ch’egli ebbe copiato quest’ultima. Le pitture qui descritte si trovano anche registrate nei Cod. Petrei e Gaddiano. Esse erano dunque senza dubbio ricordate nel Libro di Antonio.

(3) Tutto il brano del testo, cominciando da: “Costui fu tanto„ ec. è tolto letteralmente dal Proemio di Landino. Nel Cod. Petrei manca l’ultima parte di esso, cominciando da: “Ma mirabile la nave„ ec.


(Taddeo Gaddi.)

(4) Manca il numero d’ordine alle tre prime notizie biografiche.

(5) Le due ultime opere non sono ricordate dal Petrei. Egli omise di copiare il relativo passo del Libro di Antonio, nel quale senza dubbio erano registrate, perchè all’infuori del Cod. Strozziano, le rammenta anche l’Anon. Gaddiano ed il Vasari.


(Orcagna.)

(6) La notizia riguardante i discendenti del Guardi non si trova nè nel Petrei nè nel Gaddiano, e neppure nel Vasari; e perciò forse è un’aggiunta fatta dal copista del Cod. Strozziano al testo del Libro di Antonio.


(Bicci.)

(7) Questa opera omessa dal Petrei, ma rammentata pure dal Gaddiano e dal Vasari, e perciò registrata anche nel Libro di Antonio, è evidentemente la Cappella Martini in S. Marco, detta per sbaglio dal nostro copista “de Martiri,„ compiuta nel 1433 da Bicci e non