Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/386

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366 il libro di antonio billi

pella de’ Cavalcanti con suoi ornamenti begli: più teste et figure et massimo in casa di Lorenzo della Stufa, molto pronte.

Uno Crucifisso a meza la chiesa di S.a ✠ di rilievo.

Gli ornamenti dell’organo della sagrestia vecchia, cioè del minore organo, di marmo, di S.a Maria del Fiore. Le quali figure sono abozate et non finite: nondimeno di terra appaiono assai et rilievano in apparenza più che non fanno le figure dell’organo maggiore, che sono finite con molta diligenza, et di terra non appaiono tanto: che sono di mano di Luca della Robbia.

|fo. 85r] Tolse a fare a’ Senesi una porta di bronzo et fece il disegno molto bello et le forme per gittarlo. Ma capitandovi uno Bernadetto orafo detto di madonna Papera, fiorentino, assai intendente et suo domestico, et andandolo a visitare, che tornava da Roma; et veduto ordinata tanto bella opera, lo riprese assai che e Sanesi si potessino gloriare di tanta degna cosa: et tanto lo persuase, che uno dì di festa che e’ garzoni erano andati a spasso, esso Donato et Bernardo guastorno ogni cosa et usciti di casa, presono la via di Firenze: et i garzoni tornando la sera a casa, trovorono guasto tal cosa et non esservi Donato: nè prima di lui intesero, che era giunto in Firenze.

Fece il sepolcro di papa Ianni in Firenze posto nella chiesa di San Giovanni con tutti e suoi ornamenti, eccetto che una figura di mano di Michelozzo, eccetto che una Fede, che ha uno calice in mano et ha l’uno braccio minore che l’altro.

Dicono che fece il disegno dell’occhio del vetro in testa alla chiesa di S.a Maria del Fiore, cioè di quelli della cupola: che è una Incoronatione.

Fece a Siena nella porta (sic, invece di: «nell’Opera») del Duomo una figura di bronzo di san Giovanni Bat.a: cosa bella, ma ha meno del braccio dritto dal gommito in giù: il quale dissesi non havere finito per non essere sodisfatto del resto del pagamento. |fo. 85v] Et partitosi di detto luogo, disse se volevano finissi detta figura, che gli dessino tanto quanto gli havevano dato del resto della figura: et così la lasciò imperfetta.

Fece una figura di san Giovanni, hoggi in casa delli heredi di Ruberto Martelli: fece infinite cose; frall’altre la Dovitia sopra la colonna di Mercato vecchio.

Fuori di Firenze furono assai, di che non ho notitia.

A Padova uno cavallo fuor della chiesa di S.o Antonio, suvvi Gattamelata, di bronzo.

Nel dossale dello altare maggiore una Pietà di marmo con le Marie: cosa eccellente.

Sonvi intorno al coro certi quadri di bronzo fatti dal Vellano, et disegni di Donato suo maestro tanto simili alle cose sue, che io giudicai essere fatte da lui. Conoscesi la maniera sua dagli altri