Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/39

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delle pievi di bono e di condino nel trentino 19

del cozzo di elementi sociali svariatissimi, può ben valere per i Comuni di montagna, i quali, sorti per cagioni più semplici, accompagnarono, se forse piuttosto non precedettero assolutamente, lo sviluppo di quelli.

I boschi ed i pascoli erano già da antichissimi tempi comuni a tutti gli uomini di una regione; quella poca parte che faticosamente si era posta a coltivazione costituiva forse l’unico territorio diviso di proprietà privata, ma era di così piccola entità di fronte alla ricchezza delle selve e dei prati, che non era rappresentato forse se non dallo spazio che circondava lo abitazioni. Più tardi naturalmente le terre coltivate aumentarono a scapito delle altre, ma noi vedremo che anche su parte di queste il Comune esercitava il suo dominio diretto. Questo fatto doveva di necessità condurre ad un ordinamento, ancora prima che si costituisse la Pieve, la quale del resto è la più antica forma di circoscrizione che ancora appaia dai nostri documenti. Dalla Pieve al Comune, lo abbiamo già veduto, il passaggio è semplicissimo e dipende più che altro da ragioni statistiche e topografiche1. E se prima i terreni erano pos-

  1. Diciamo in generale Comune, ma dobbiamo osservare che, come già abbiamo notato di sopra, le denominazioni che appariscono nei documenti sono: Comunitas, Universitas, Concilium; riguardo alle quali si potrebbe notare che Concilium aveva, sulle prime, un senso forse più esteso, indicando l’unione di varie ville, Universitas piuttosto significava l’unione delle persone, Comunitas, che poi rimase, partecipava dell’uno e dell’altro. In seguito però non è difficile di trovare l’una forma usata per l’altra indifferentemente, o più insieme. Un’altra parola che in altre parti del Trentino fu assai divulgata, ma che nella Valle del Chiese ebbe poca diffusione, è Regula, che nelle nostre carte, nel senso di Comune, appare solo al doc. VII del 122, sebbene anche qui si possa dubitare se invece non voglia significare i terreni comunali. Conviene che si noti anche che in generale mentre l’associazione dei cittadini si chiamava Comunitas, il territorio appartenente a quelli si diceva invece Comune, anche in senso assoluto e come sostantivo; ricordiamo il Comune di Pradibondo, che allora non era, come ora, una villa, ma una distesa di campagne coltivate; negli attiche si riferiscono appunto a Pradibondo troviamo anche che i consoli del Concilio di Torra si dicono consules Comunis et Comunitatis de Concilio Tohere. Questo potrebbe essere un argomento a favore di coloro che sostengono, come abbiamo già rile’alo, il nome di Comune essere venuto dai possessi comuni. Aggiungeremo anche, a questo proposito, per comprovare lo stretto legame esistente tra le denominazioni dei beni comunali e quelle delle unioni dei cittadini,