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372 il p. vincenzo marchese

Infatti, non potè compiere che la storia artistica; della politica, neppure un secolo di quella di San Marco, perchè «i tempi corsero tanto avversi all’opera e all’autore, che scritto il primo e appena delineato il secondo, gli fu giuoco forza abbandonare l’impresa». Cosi scriveva nel ’53; e commento eloquente a queste parole è lo sfratto da Firenze, al quale ho accennato.

Alle Memorie degli artisti domenicani il p. Marchese lavorò indefessamente più di cinque anni. Furon pubblicate la prima volta nel ’40; la seconda, ricche di molte correzioni e aggiunte, nel ’54. Son distinte in tre libri. Del primo, sono specialmente notevoli i capitoli sugli architetti del tempio e del convento di S. Maria Novella, quelli sulla vita e le opere dello scultore e architetto Fra Guglielmo da Pisa, e il aggio sui miniatori Domenicani; del secondo la vita dell’Angelico; del terzo, quella di Fra Bartolomeo della Purta, di Guglielmo di Mercillat, del Danti e del Portigiani. Le notizie già date da altri scrittori, sono qui vagliate sempre con critica severa; e moltissimo v’è di nuovo, sempre fondato sui documenti dal Marchese stesso ricercati e studiati negli archivi pubblici e in quelli del suo ordine, i quali ultimi, per rispetto agli artisti potevan dirsi affatto inesplorati; perchè i biografi domenicani, «i quali molto copiosamente avevano scritto non pure dei maggiori teologi, ma eziandio dei più oscuri e volgari, tacquero al tutto degli artefici, che molti e valentissimi si erano educati nei chiostri medesimi»1. Certo, e l’Autore stesso lo confessa, le ricerche sono più complete per gli artisti toscani; ma è da notare che i più illustri, sì pittori che architetti, sono appunto toscani. Però, più che leggendo le «vite» dei più illustri (molte delle quali, del resto, in confronto di quelle del Vasari e del Baldinucci si posson chiamar nuove), si ha un’idea giusta dell’importanza di quest’opera dalle notizie sui più oscuri; per esempio, sugli architetti di S. M. Novella, che è una delle più belle glorie dell’Ordine dei Predi-

    completo e maraviglioso sistema scientifico e filosofico, che non c’è. Ma quando di un nome si fa «segnacolo in vessillo», di verità storica non è più da parlare!

  1. Memorie, vol. I, p. 3 dell’ediz. del ’54.