Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/441

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rassegna bibliografica 421

dominio degli Ordelaffi, che lo ressero per mezzo dei conti Guidi di Dovadola; Anche nel 1436 ne furono privati dalle genti del Comune di Firenze.

Non lungi dal precedente sorgevano un dì le rocche di Monte Poggiolo e di Sadurano; delle quali la prima appartenne a volta a volta ai Berengari, agli Ordelaffì, ai Calboli, ai Pagani, ai Manfredi e fu poi insieme con Castrocaro venduta al Comune di Firenze da Tommaso da Campofregoso; l’altra, di cui sono ignote l’origine e la rovina, fece parte del contado di Forlì, fu spianata nel 1423 dai Fiorentini, si diede nel 1494 ai Francesi e nell’anno seguente cadde nelle mani di Caterina Sforza.

Queste poche notizie furono con molta fatica raccolte negli archivi del comune di Castrocaro dal sig. Mini che, riconoscendone egli stesso la deficienza, cercò di ordinarle in bella forma e di collegarle fra loro per mezzo di digressioni archeologiche ed erudite sulla storia antica di quei paesi, sui tempi bizzarri (così egli li chiama) del medioevo, chiudendo l’opera sua colla descrizione del paesaggio che si stende ai piedi di quegli ultimi colli del nostro Appennino.

Il pensiero di fare questo libro è lodevole; e non meno lodevole r affetto con cui le notizie sono state raccolte; ma, tuttavia ci siano permesse alcune osservazioni.

A noi pare, che senza fermarsi troppo sui Pelasgi e le altre genti antiche, sulle etimologie e sopra ogni altra cosa incerta, sarebbe stato meglio attenersi strettamente ai documenti e fare incominciare la storia di quei castelli solo allora quando memorie sicure li ricordano; quindi proseguire a questo modo per tutti i secoli, ed istituire perciò più accurate ricerche non solo in quei piccoli archivi, ma anche in quelli di Forlì, di Bologna, di Firenze, dove non potevano mancare notizie importanti e forse numerose di quei luoghi e delle vicine contrade. A Firenze, ad esempio, il Mini avrebbe trovato sicuramente qualche documento; poiché, senza cercarlo, a noi venne fatto di trovarne uno che si riferisce a Salutare, e ch’è di non piccola importanza per la storia del dominio fiorentino in quella terra. In una istruzione che ai 31 di maggio 1404 i Dieci di Balìa del Comune di Firenze davano a messer Lorenzo da Montebuoni e a Matteo di Michele Castellani, oratori della Repubblica presso il Cardinale di S, Eustachio, legato di Bologna, (Dieci di Balìa. Legaz, e Commiss. Istruz. e leti, n.° 2, a c. 63 t.°) si leggono infatti le seguenti parole: «... Apresso il pregherete che la villa di Salutarlo, la quale è presso a Castrocaro e in su la strada, gli piaccia concedercela per quelle ragioni che in essa s’appartengono a Sancta Chiesa; però che la detta villa è nostra per la heredità che ci rimase di Francesco da Cal-