Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/450

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430 rassegna bibliografica

dalle lotte affaticati e logori, e nell’improbo lavoro degli uffici, nel ministero e nei Consiglio di stato il Correnti, nei segretariati il Tenca, compirono la propria demolizione fisica: ma portarono nel nuovo governo un tesoro di buon senso pratico lombardo, di tradizioni liberali, di genialità. Statistica, istruzione pubblica, ordinamento stradale, agricoltura, previdenza, economia, organismo comunale, erano materie precellenti negli intelletti e nelle tradizioni dei due illustri lombardi. Noi qui, in una rivista storica, non possiamo seguire il M. negli studi psicologici intorno i due cari amici suoi dopo il 1860. Quantunque il Correnti sia stato due volte ministro e Tenca parecchie volte segretario, lieve orma segnarono nella storia della ricomposizione d’Italia. La fioritura loro era compita, era per loro incominciata la declinazione.

Con gusto squisito il M. sa scegliere i brani piia artistici e sagaci dei discorsi, delle lettere del Correnti per descriverne l’attività mirabile quale ministro, quale relatore di progetti capitali, quale fondatore nel 1867 della Società geografica italiana con Cristoforo Negri, quale delegato ai molti congressi geografici e statistici europei, quale ordinatore della esposizione universale a Parigi nel 1878. Fu col Cattaneo e col Bertani, strenuo propugnatore della ferrovia pel Gottardo e nei discorsi e nelle relazioni, seppe accoppiare lo splendore della forma alla copia delle cifre. Morto il Cibrario segretario del Gran Magistero dell’Ordine Mauriziano, ebbe r ollerta di succedergli: se ne aperse col Massarani, che ne lo sconsigliò per le origini sue democratiche: ma per la consueta sua morbidezza il Correnti accettò senza pur rinunciare alla deputazione politica, onde andò guastandosi co’ suoi vecchi elettori ambrosiani Così declinò nella vita politica e nella salute, senza poter condurre in porto la Storia della Polonia, lungamente vagheggiata, la storia della lingua italiana, e parecchi altri lavori letterari. Mori nel 1888, e Massarani mestamente scrive: «Ricordiamoci di Cesare Correnti quando sulle profumate costiere del nostro mediterraneo il bel sole che scalda il petto a marinai e a poeti riluce sovra le fronde di un nobile alloro».

D’altro stampo fu Carlo Tenca che sapeva dell’Alpe, laboriosisissimo, perseverante, severo con sé più che cogli altri e modestissimo. Gli ultimi due capitoli della biografia che ne scrisse il M., dal 1859 al 1883, sono capolavoro di squisitezza amorosa. Vi s’accompagna il Tenca nei laberinti della direzione degli ordinamenti scolastici a Milano, nel segretariato del Consiglio superiore dell’istruzione a Roma, nei lavori parlamentari che lo disgustano e logorano. Con brani di lettere di appunti di lui seguesi lo svolgimento della di lui attività meravigliosa, in una condizione modestissima in uflìci gratuiti contrastanti colla lautezza morbida del Correnti.