Pagina:Archivio storico italiano, serie 5, volume 7 (1891).djvu/449

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rassegna bibliografica 429

pagine l’uno, e difficilmente verrebbe fatto di trovare una pubblicazione tanto importante.

È mirabile la fine critica colla quale il M. svela la trama del periodico il Crepuscolo fondato e diretto dal Tenca con drappello di collaboratori in Milano, che per dieci anni, dal 1819 al o9 sostenne la guerra segreta contro l’Austria, e preparò al risorgimento gli italiani, deludendo le ire dei dominatori sotto la forma delle arti belle, della storia, della letteratura, degl’istituti civili. Ebbe anche la collaborazione d’un consigliere aulico prussiano Franz von Neugebaur che, corrispondendo anonimo da Berlino, spiegava le fila recondite dello avvenire della Germania. Il Crepuscolo fu culla di parecchi ministri del regno d’Italia, Emilio Visconti-Venosta, Correnti, Zanardelli, Colombo.

Quando nel 1855 preparavasi la guerra della Crimea, i più impazienti patrioti italiani si opposero alla partecipazione dell’Italia, dicendola diversione della diplomazia, agguato dei bonapartisti, ma Cavour la divinò occasione di interessare l’Europa liberale alle sorti d’Italia, e seguillo Correnti. Al quale, scrive il M., spetta la prima lode della divinazione pronta e felice, onde afferrò subito la poderosa idea cavourriana, quella ch’era per avviarci a sì grandi destini. E non poca virtù ci volle in lui per dissentire la prima volta da migliori amici e più fidi del nome lombardo. Nel celebre dibattito al Parlamento subalpino allora il Correnti levossi nelle sfere ove scompaiono le persone, rimane l’alto intelletto. Disse che il popolo italiano dovea mostrare d’essersi ravviato al senso della realtà e della contemporaneità storica, e di non vivere più in quei sonnambulismo di memoria scambiata per speranza, e mostrò come il mondo era disputato fra rivoluzioni e dispotismo impomati nelr Inghilterra e nella Russia.

Nello stesso Parlamento subalpino il Correnti parlava efficacemente per la ferrovia a Genova, per la stazione marittima della Spezia, pel traforo delle Alpi, elevando la sagacia tecnica collo splendore della fantasia. E fidente dello indirizzo della monarchia sabauda, con abbondanza di cuore s’adoperava a conciliare i mazziniani alla iniziativa piemontese. Lo provano lettere inedite pubblicate nel libro di Correnti dal Massarani: il quale, quantunque innamorato del Correnti vede in lui la lotta fra la ragione limpida ed il sentimento ardente, fra lo scettico ed il mistico.

Dopo la guerra cominciò la organizzazione dell’Italia. Cessato il Crepuscolo, a Milano sorse la Perseveranza raccoglitrice di parecchie reliquie della vecchia guardia del Crepuscolo sotto la direzione di forte aristocrazia. Il Tenca e il Correnti, deputati al Parlamento italiano, soverchiati da uffici amministrativi, dovettero sacrificare l’arte, la genialità agli ordinamenti pubblici. Erano esciti