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Polemiche 135

guardare quello che fa. — Li conoscerete dai loro frutti — dice il testo evangelico, come monsignore avrà letto qualche volta.

Or bene prendiamo per termine di confronto il contegno mio e di lui nella presente polemica, della quale ognuno può avere davanti a sè gli estremi precisi e compiuti. Quale fu il mio, quale quello di monsignor Rota nella detta polemica?

Egli (come più volte gli ho dimostrato, e non ha potuto negarlo) ha mentito; ed io no.

Egli ha calunniato; ed io no.

Egli, facendo il sordo alle mie argomentazioni e cambiando discorso per cavarsela, fu sleale nella discussione: ed io no, mentre ho sempre risposto ad hominem.

Egli, sentendosi perdente nelle argomentazioni, consiglia, a danno di chi sente che ha ragione, altri mezzi per impedire che sia detto il vero; ed io no.

E fermiamoci qui, chè basta al mio discorso.

Chi fu dunque più morale di noi due? Lui ovvero io?

E di chi è giusto che si desideri, che si richieda, che si aspetti la conversione? Di lui o di me?

E di chi gli insegnamenti teorico-pratici sono più da temere per la società, per la famiglia, per l’individuo? I sillabici rotiani o i positivi miei?

Per la decisione, io positivista mi rimetto puramente e semplicemente al criterio evangelico: — Li conoscerete dai loro frutti. — Sto a vedere se il vescovo ha nel vangelo la stessa fiducia che vi ho io.

Prof. Roberto Ardigò

(La Provincia del 3 dicembre 1872).