Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/159

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Polemiche 153

Diritto difendendo a viso aperto l’Ardigò contro le accuse ingenerose e ridicole de’ suoi avversari; e dal Capitan Fracassa, il quale lamentava che branchi di botoli arrabbiati venissero a turbare all’illustre filosofo la calma della speculazione. Sì, noi domandiamo se sia conveniente che un gazzettiere — con quale autorità di studj non si sa — si impanchi a parlare senza nessuna autorità scientifica di un filosofo — mostrando di non conoscere nulla e della scienza in genere e del sistema che esamina in particolare — e ciò per isfogo d’odio politico e nient’altro.

Per la dignità della scienza, per la libertà del pensiero, per il decoro d’Italia ci uniamo a quelli che hanno già protestato e protestiamo anche noi.

Ecco la lettera del Prof. Ardigò.

Mantova, 27 luglio 1882

Preg.mo Signore,

Scriverò dunque (e solo per compiacere gli amici) quattro parole di risposta alla serie di articoli della Gazzetta dell’Emilia che mi riguardano.

La Gazzetta mi aveva chiamato liberale dell'ultima ora; e, per giustificarsi davanti alle proteste del Moto, inventò il fatto storico di un mio libro in latino sulla Infallibilità del Papa, argomentando da questo che mi facesse difetto nel 1871 perfino il liberalismo dei prelati di Fulda.

Convinta di falsità, la Gazzetta è costretta di andare in cerca di altre prove; e crede di averle trovate in due mie reali pubblicazioni.

Queste pretese prove, spogliate delle ornamentazioni colle quali la Gazzetta si compiacque di ammanirle ai suoi lettori, si riducono alle tre seguenti:

l. - Un passo di un mio articolo sulla Confessione, relativo alla Infallibilità, dal quale vuole inferire, non esser vera la mia asserzione, che non ho mai sostenuto ed ammesso l’infallibilità del Papa.