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204 Scritti vari

Dicono. Solo nei credenti, e quindi soprattutto nelle persone che fanno parte di un ordine religioso, si può verificare la disposizione a sostenere con trasporto d’amore il sacrificio spaventevole di consacrarsi alla cura degli ammalati negli ospedali. E ciò perchè solo essi, essendo animati dalla speranza del paradiso in una vita oltremondana, in ciò possono trovare un impulso sufficiente a condannarsi ad una vita di abnegazione assoluta.

E noi allora domandiamo. Quelli che compongono la Direzione dell’ospedale credono al paradiso in un’altra vita, sì o no?

Se si risponde, che credono a questo paradiso, osserveremo che in questo caso essi non sono più gli interpreti del sentimento civile del quale, secondo lo spirito delle nostre istituzioni elettive, devono essere i rappresentanti. Diciamo che non sono gli interpreti di questo sentimento civile, malgrado che non si possa non riconoscere che la gran maggioranza dei cittadini nutre ancora più o meno vagamente la fede del paradiso in un’altra vita. Per la ragione che questa maggioranza è composta delle persone nelle quali si continua per sola forza di inerzia la educazione del passato; e che la minoranza che non può più avere la detta fede è quella che possiede insieme con la aspirazione dell’avvenire della civiltà la forza che a poco a poco deve realizzarlo. Sicchè il suo sentimento può essere chiamato il solo sentimento veramente vivo del presente, e che, almeno virtualmente, ha in sè la totalità dei cittadini, in quanto presto o tardi, ma infallibilmente, finiranno col parteciparlo.

Se poi si rispondesse, che quelli che compongono la Direzione dell’ospedale si fanno interpreti del sentimento civile, che non crede al paradiso, dovremmo fare questo ragionamento. Voi dunque sapete che le povere ancelle della carità, facendo il vostro interesse col sacrificarsi all’ospedale in vista che ne riceveranno la ricompensa in paradiso, fanno i conti sbagliati; e che alla fine non avranno nessun compenso pel molto che avranno fatto. E voi pro-