Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/209

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Articoli 203

rompendo continuamente anche le ore del sonno; e colla prospettiva della etisia e della morte prematura, che la statistica delle ancelle della carità dimostra essere l’esito più probabile della loro camera di sacrificio?

Noi positivisti ci confortiamo in questo esempio, perchè vi ravvisiamo un lato sublime della idealità che può svolgersi e imperare sovrana nell’animo dell’uomo. La direzione dell’Ospedale non sappiamo se prenda la cosa da questo punto di vista filosofico, ma certo ha tutta la ragione di credere che provvede bene allo scopo della sua amministrzaione affidando il più estesamente possibile la cura degli ammalati alle ancelle della carità. Sappiamo anzi di medici del radicalismo più assoluto e conosciuto in fatto di religione che hanno dichiarato, che qualora fossero incaricati della direzione dell’Ospedale considererebbero siccome difficilissimo a sciogliersi il problema di togliere a dirittura e ad un tratto le ancelle della carità dalla cura degli ammalati.

Tuttavia egli è appunto questo, di disporre le cose allo scopo di eliminare dagli ospedali gli elementi non puramente civili, e soprattutto gli ordini religiosi, un intento supremamente reclamato dalla ragione e dall’indirizzo attuale della società. Intento al quale si arriverà col progredire della civiltà. E per la forza delle cose: e quindi infallibilmente, poichè la forza delle cose è onnipotente.

Un intento, poi, che è possibile di ottenere senza pregiudicare il bene dei malati degli ospedali, e che non fu, come conveniva, in vista della Direzione dell’Ospedale. Il che è appunto il lato non approvabile della condotta della Direzione stessa sul fatto di cui discorriamo. E di ciò diremo in un altro articolo sul medesimo argomento.

II

Seguitiamo, secondo la promessa, il discorso incominciato sotto questo titolo (Le ancelle della Carità al Civico Spedale) nel nostro numero di Domenica.