Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/299

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Versi 293

    Pasce il gregge ora il pastore
Ove il sire in giostra fè
Le sue prove, e vincitore
20Palma ambita si mieté.
    Copre l’edera il balcone,
Onde allor dama genial
Piagò in cor l’almo campione
24Del suo sguardo collo stral.
    Ahimè! Vinto e vincitore
Vinti ha morte. E sì sarà,
Ch’al par noi sua falce ultrice
28Nella polve stenderà.


Der Hirtenknabe.


    Il pastorello è un re.
Suo trono è il colle erboso;
Sta sul suo capo, ed è
4Suo serto il sol radioso.
    I cortigiani, gli agnelli
In rosso decorati;
La nobiltà, i vitelli,
8Che incedon misurati.
    I capretti, gli attori;
Le giovenche e gli uccelli,
Di corte i suonatori
12Con pive e campanelli.
    Ai grati suoni, al canto,
Al mormorar d’abeti
E del ruscello accanto
16Fa il re suoi sonni cheti.
    Al governar soccorre,
Ministro, il can che ha seco.
Questo, latrando, scorre
20E gli risponde l’eco.