Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/301

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Versi 295

    All’azzurra sfera immensa,
A quegli occhi del ben mio,
Colle braccia alzate, intensa,
12Lagrimosa prece invio:
    «O begli occhi, o luci eterne,
Fate grazia all’alma mia,
Ch’or, movendo, alle superne
16Sedi ascenda e con voi sia.»


III.


    Della notte nel sereno
Brillan tremuli, cadendo,
Fiocchi aurati; e nel mio seno
4Sempre più d’amor m’accendo.
    Queste lagrime celesti
Su me piovano; la tersa
Linfa lor m’inondi, e resti
8L’alma in essa ognor sommersa.


IV.


    Da lieve onda in mar cullato
E da un sogno dilettoso,
Sul lettuccio sto sdraiato
4In cabina; e mi riposo.
    Per l’angusto aperto foro
Veggo splendere le stelle;
Gli occhi in lor del mio tesoro
8Veggo, dolci al pari d’elle.
    Sul mio capo, vigilanti,
In ischiera a me rivolta,
Stan quegli occhi, scintillanti
12Per l’immensa azzurra volta.
    E l’azzurro su del cielo
Sto felice a riguardare,
Finchè stende nebbia un velo
16E l’incanto, ahimè, scompare.