Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/61

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

Polemiche 55

troverà tutto intero il decreto di Urbano II a Godofredo vescovo di Lucca, nel quale dice, che coloro che uccidono gli scomunicati non sono rei di omicidio, e solo sia loro imposta una leggera penitenza, nel caso che la loro intenzione fosse stata meno retta. Legga il capo 32 della 2a parte del Decreto, causa 23, questione 5 e vedrà l’ordine che il Diritto Canonico dà a tutti di uccidere gli eretici, come opera meritoria.

Ora noi diciamo: o il signor prete professore conosce il diritto canonico e sa questi decreti e li nega, ed allora gli impostori non siamo noi; o non li sa, e perchè non li sa li nega; ed allora smetta di fare polemiche.

Ciò premesso, ecco quanto ci risponde il vecchio teologo nostro amico.

Stimatissimo Sig. E. P.

La moltitudine delle mie occupazioni non mi permette in questo momento di occuparmi ex professo di una risposta alle osservazioni del sig. professore Ardigò. Per far ciò dovrei riscontrare nelle buone edizioni dei padri i passi da lui citati, e forse dovrei dimostrare che alcuni sono falsati, altri alterati nella traduzione, tutti male applicati. Io non ho ora il tempo per fare cotali confronti; e quand’anche lo avessi sarebbe inutile; perchè dovrei scrivere un libro, e voi volete solo materia per un breve articolo.

Mi duole vedere un uomo che si dice prete e professore mostrare tanta ignoranza o malafede, in una polemica così semplice: e prendere occasione dalla sua malafede per insultarvi. Queste sono arti che possono sopportarsi in un giuocoliere da bettola, ma che sono detestabili in un galantuomo. Voi nel vostro articolo parlate della confessione quale essa è adesso nella chiesa romana; e perciò dite che essa (come è ora) fu ordinata da Innocenzo III, poscia proclamata sacramento da Papa Eugenio IV, e finalmente fatta domma di fede nel concilio di Trento: ma