Pagina:Ardigo - Scritti vari.djvu/8

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2 Prefazione

Principalmente le caratteristiche della sua personalità spirituale si rivelavano nelle Lettere che ho qui riprodotte per documentare, fra l’altro, il processo della sua conversione e, insieme con la fortezza del carattere, l’incomparabile sua tenerezza verso Mons. Martini, l’angelo di Belfiore.

Ma l’Ardigò fu anche ingegno versatile, e n’è una prova l’abilità tecnica dimostrata nello studio ampio e nel piano da lui allestito e pubblicato per il risanamento della città di Mantova, la città del suo cuore (così egli la chiamava), come anche la molteplicità dei progetti edilizi nel disegno dei quali trovava ristoro dagli studi filosofici. Meritano però d’essere segnalati anche i suoi Versi, e specialmente la traduzione di venti canti del Buch der Lieder di E. Heine, compresi nella presente raccolta.

II.

Tutta questa svariata materia, edita o inedita, in cui vibrano le note più alte dello spirito umano, fu messa insieme e trascritta con molta pazienza, in ordine prevalentemente cronologico, dallo stesso Ardigò, che le dava il titolo inadeguato di Quisquilie. Premetteva la seguente Avvertenza:

«Nell’ultimo periodo della mia vita ho pensato, come per un esame di coscienza, di raccogliere, per quanto mi fu possibile, in questa silloge di Quisquilie, tutto ciò che, fuori dei lavori filosofici, pedagogici e sul risanamento di Mantova, qua e là, in occasioni e in epoche diverse, ho messo fuori, incominciandolo dall’anno 1867, che fu il primo nel quale un mio scritto si stampasse.