Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/125

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sesto 119


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     Ma che non pensi giá che seguir possa
il suo camin per quella strada troppo:
incontro avrá di gente ardita, grossa
e fiera compagnia, con duro intoppo
Alcina ve li tien per muro e fossa
a chi volesse uscir fuor del suo groppo.
Ruggier quel mirto ringraziò del tutto,
poi da lui si partí dotto et instrutto.

57
     Venne al cavallo, e lo disciolse e prese
per le redine, e dietro se lo trasse;
né, come fece prima, piú l’ascese,
perché mal grado suo non lo portasse.
Seco pensava come nel paese
di Logistilla a salvamento andasse.
Era disposto e fermo usar ogni opra,
che non gli avesse imperio Alcina sopra.

58
     Pensò di rimontar sul suo cavallo,
e per l’aria spronarlo a nuovo corso:
ma dubitò di far poi maggior fallo;
che troppo mal quel gli ubidiva al morso.
— Io passerò per forza, s’io non fallo, —
dicea tra sé, ma vano era il discorso.
Non fu duo miglia lungi alla marina,
che la bella cittá vide d’Alcina.

59
     Lontan si vide una muraglia lunga
che gira intorno, e gran paese serra;
e par che la sua altezza al ciel s’aggiunga,
e d’oro sia da l’alta cima a terra.
Alcun dal mio parer qui si dilunga,
e dice ch’ell’è alchimia: e forse ch’erra;
et anco forse meglio di me intende:
a me par oro, poi che sí risplende.