Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/140

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134 canto


32
     or per l’ombrose valli e lieti colli
vanno cacciando le paurose lepri;
or con sagaci cani i fagian folli
con strepito uscir fan di stoppie e vepri;
or a’ tordi lacciuoli, or veschi molli
tendon tra gli odoriferi ginepri;
or con ami inescati et or con reti
turbano a’ pesci i grati lor secreti.

33
     Stava Ruggiero in tanta gioia e festa,
mentre Carlo in travaglio et Agramante,
di cui l’istoria io non vorrei per questa
porre in oblio, né lasciar Bradamante,
che con travaglio e con pena molesta
pianse piú giorni il disiato amante,
ch’avea per strade disusate e nuove
veduto portar via, né sapea dove.

34
     Di costei prima che degli altri dico,
che molti giorni andò cercando invano
pei boschi ombrosi e per lo campo aprico,
per ville, per cittá, per monte e piano;
né mai potè saper del caro amico,
che di tanto intervallo era lontano.
Ne l’oste saracin spesso venía,
né mai del suo Ruggier ritrovò spia.

35
     Ogni dí ne domanda a piú di cento,
né alcun le ne sa mai render ragioni.
D’alloggiamento va in alloggiamento,
cercandone e trabacche e padiglioni:
e lo può far; che senza impedimento
passa tra cavallieri e tra pedoni,
mercé all’annel che fuor d’ogni uman uso
la fa sparir quando l’è in bocca chiuso.