Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/170

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164 canto


68
     Oh se l’avesse il suo Orlando saputo,
ch’era per ritrovarla ito a Parigi;
o li dui ch’ingannò quel vecchio astuto
col messo che venía dai luoghi stigi!
fra mille morti, per donarle aiuto,
cercato avrian gli angelici vestigi:
ma che furiano, avendone anco spia,
poi che distanti son di tanta via?

69
     Parigi intanto avea l’assedio intorno
dal famoso figliuol del re Troiano;
e venne a tanta estremitade un giorno,
che n’andò quasi al suo nimico in mano:
e se non che li voti il ciel placorno,
che dilagò di pioggia oscura il piano,
cadea quel dí per l’africana lancia
il santo Imperio e ’l gran nome di Francia.

70
     Il sommo Creator gli occhi rivolse
al giusto lamentar del vecchio Carlo;
e con subita pioggia il fuoco tolse:
né forse uman saper potea smorzarlo.
Savio chiunque a Dio sempre si volse;
ch’altri non potè mai meglio aiutarlo.
Ben dal devoto re fu conosciuto,
che si salvò per lo divino aiuto.

71
     La notte Orlando alle noiose piume
del veloce pensier fa parte assai.
Or quinci or quindi il volta, or lo rassume
tutto in un loco, e non l’afferma mai:
qual d’acqua chiara il tremolante lume,
dal sol percossa o da’ notturni rai,
per gli ampli tetti va con lungo salto
a destra et a sinistra, e basso et alto.