Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/181

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

cando nono 175


20
     che nessun altro cavallier, ch’arriva
o per terra o per mare a questa foce,
di ragionar con la donzella schiva,
per consigliarla in un suo caso atroce.
Udito questo, Orlando in su la riva
senza punto indugiarsi uscì veloce;
e come umano e pien di cortesia,
dove il vecchio il menò, prese la via.

21
     Fu ne la terra il paladin condutto
dentro un palazzo, ove al salir le scale,
una donna trovò piena di lutto,
per quanto il viso ne facea segnale,
e i negri panni che coprian per tutto
e le loggie e le camere e le sale;
la qual, dopo accoglienza grata e onesta
fattol seder, gli disse in voce mesta:

22
     — Io voglio che sappiate che figliuola
fui del conte d’Olanda, a lui sì grata
(quantunque prole io non gli fossi sola,
ch’era da dui fratelli accompagnata),
ch’a quanto io gli chiedea, da lui parola
contraria non mi fu mai replicata.
Standomi lieta in questo stato, avenne
che ne la nostra terra un duca venne.

23
     Duca era di Selandia, e se ne giva
verso Biscaglia a guerreggiar coi Mori.
La bellezza e l’etá ch’in lui fioriva,
e li non piú da me sentiti amori
con poca guerra me gli fèr captiva;
tanto piú che, per quel ch’apparea fuori,
io credea e credo, e creder credo il vero,
ch’amassi et ami me con cor sincero.