Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/221

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decimo 215


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     Vedi tra duo unicorni il gran leone,
che la spada d’argento ha ne la zampa:
quell’è del re di Scozia il gonfalone;
il suo figliol Zerbino ivi s’accampa.
Non è un sí bello in tante altre persone:
Natura il fece, e poi roppe la stampa.
Non è in cui tal virtú, tal grazia luca,
o tal possanza: et è di Roscia duca.

85
     Porta in azzurro una dorata sbarra
il conte d’Ottonlei ne lo stendardo.
L’altra bandiera è del duca di Marra,
che nel travaglio porta il leopardo,
Di piú colori e di piú augei bizzarra
mira l’insegna d’Alcabrun gagliardo,
che non è duca, conte, né marchese,
ma primo nel salvatico paese.

86
     Del duca di Trasfordia è quella insegna,
dove è l’augel ch’ al sol tien gli occhi franchi.
Lurcanio conte, ch’in Angoscia regna,
porta quel tauro, c’ha duo veltri ai fianchi.
Vedi lá il duca d’Albania, che segna
il campo di colori azzurri e bianchi.
Quel avoltor, ch’un drago verde lania,
è l’insegna del conte di Boccania.

87
     Signoreggia Forbesse il forte Armano,
che di bianco e di nero ha la bandiera;
et ha il conte d’ Erelia a destra mano,
che porta in campo verde una lumiera.
Or guarda gl’Ibernesi appresso il piano:
sono duo squadre; e il conte di Childera
mena la prima, e il conte di Desmonda
da fieri monti ha tratta la seconda.