Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/254

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248 canto


16
     Queste parole una et un’altra volta
fanno Orlando tornar per ogni stanza,
con passione e con fatica molta,
ma temperata pur d’alta speranza.
Talor si ferma, et una voce ascolta,
che di quella d’Angelica ha sembianza
(e s’egli è da una parte, suona altronde),
che chieggia aiuto; e non sa trovar donde.

17
     Ma tornando a Ruggier, ch’io lasciai quando
dissi che per sentiero ombroso e fosco
il gigante e la donna seguitando,
in un gran prato uscito era del bosco;
io dico ch’arrivò qui dove Orlando
dianzi arrivò, se ’l loco riconosco.
Dentro la porta il gran gigante passa:
Ruggier gli è appresso, e di seguir non lassa.

18
     Tosto che pon dentro alla soglia il piede,
per la gran corte e per le loggie mira;
né piú il gigante né la donna vede,
e gli occhi indarno or quinci or quindi aggira.
Di su di giú va molte volte e riede;
né gli succede mai quel che desira:
né si sa imaginar dove sí tosto
con la donna il fellon si sia nascosto.

19
     Poi che revisto ha quattro volte e cinque
di su di giú camere e loggie e sale,
pur di nuovo ritorna, e non relinque
che non ne cerchi fin sotto le scale.
Con speme al fin che sian ne le propinque
selve, si parte: ma una voce, quale
richiamò Orlando, lui chiamò non manco;
e nel palazzo il fe’ ritornar anco.