Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/285

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canto terzodecimo 279


44
     Senza trovar cosa che degna sia
d’istoria, molti giorni insieme andaro;
e finalmente un cavallier per via,
che prigione era tratto, riscontrare.
Chi fosse, dirò poi; ch’or me ne svia
tal, di chi udir non vi sará men caro:
la figliuola d’Amon, la qual lasciai
languida dianzi in amorosi guai.

45
     La bella donna, disïando invano
ch’a lei facesse il suo Ruggier ritorno,
stava a Marsilia, ove allo stuol pagano
dava da travagliar quasi ogni giorno;
il qual scorrea, rubando in monte e in piano,
per Linguadoca e per Provenza intorno:
et ella ben facea l’ufficio vero
di savio duca e d’ottimo guerriero.

46
     Standosi quivi, e di gran spazio essendo
passato il tempo che tornare a lei
il suo Ruggier dovea, né lo vedendo,
vivea in timor di mille casi rei.
Un dí fra gli altri, che di ciò piangendo
stava solinga, le arrivò colei
che portò ne l’annel la medicina
che sanò il cor ch’avea ferito Alcina.

47
     Come a sé ritornar senza il suo amante,
dopo sí lungo termine, la vede,
resta pallida e smorta, e sí tremante,
che non ha forza di tenersi in piede:
ma la maga gentil le va davante
ridendo, poi che del timor s’avede;
e con viso giocondo la conforta,
qual aver suol chi buone nuove apporta.