Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/294

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288 canto


81
     Ma lascián Bradamante, e non v’incresca
udir che cosí resti in quello incanto;
che quando sará il tempo ch’ella n’esca,
la farò uscire, e Ruggiero altretanto.
Come raccende il gusto il mutar esca,
cosí mi par che la mia istoria, quanto
or qua or lá piú variata sia,
meno a chi l’udirá noiosa fia.

81
     Di molte fila esser bisogno parme
a condur la gran tela ch’io lavoro.
E però non vi spiaccia d’ascoltarme.
come fuor de le stanze il popul Moro
davanti al re Agramante ha preso l’arme,
che, molto minacciando ai Gigli d’oro,
lo fa assembrare ad una mostra nuova,
per saper quanta gente si ritruova.

82
     Perch’oltre i cavallieri, oltre i pedoni
ch’ai numero sottratti erano in copia,
mancavan capitani, e pur de’ buoni,
e di Spagna e di Libia e d’Etiopia,
e le diverse squadre e le nazioni
givano errando senza guida propia;
per dare e capo et ordine a ciascuna,
tutto il campo alla mostra si raguna.

83
     In supplimento de le turbe uccise
ne le battaglie e ne’ fieri conflitti,
l’un signore in Ispagna, e l’altro mise
in Africa, ove molti n’eran scritti;
e tutti alli lor ordini divise,
e sotto i duci lor gli ebbe diritti.
Differirò, Signor, con grazia vostra,
ne l’altro canto l’ordine e la mostra.