Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. I, 1928 – BEIC 1737380.djvu/311

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quartodecimo 305


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     Indi d’uno in un altro luogo errando,
si ritrovaro al fin sopra un bel fiume
che con silenzio al mar va declinando,
e se vada o se stia, mal si prosume;
limpido e chiaro sí, ch’in lui mirando,
senza contesa al fondo porta il lume.
In ripa a quello, a una fresca ombra e bella,
trovâr dui cavallieri e una donzella.

65
     Or l’alta fantasia, ch’un sentier solo
non vuol ch’i’segua ognor, quindi mi guida,
e mi ritorna ove il moresco stuolo
assorda di rumor Francia e di grida,
d’intorno il padiglione ove il figliuolo
del re Troiano il santo Imperio sfida,
e Rodomonte audace se gli vanta
arder Parigi e spianar Roma santa.

66
     Venuto ad Agramante era all’orecchio,
che giá l’Inglesi avean passato il mare:
però Marsilio e il re del Garbo vecchio
e gli altri capitan fece chiamare.
Consiglian tutti a far grande apparecchio,
sí che Parigi possino espugnare.
Ponno esser certi che piú non s’espugna,
se noi fan prima che l’aiuto giugna.

67
     Giá scale innumerabili per questo
da’ luoghi intorno avea fatto raccorre,
et asse e travi, e vimine contesto,
che lo poteano a diversi usi porre;
e navi e ponti: e piú facea che ’l resto,
il primo e il secondo ordine disporre
a dar l’assalto; et egli vuol venire
tra quei che la cittá denno assalire.