Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/17

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decimosettimo 11


40
     Poi seguí, dimandandole novella
di quei che prese l’Orco in su la riva;
prima degli altri, di Lucina bella,
se l’avea morta, o la tenea captiva.
La donna umanamente gli favella,
e lo conforta, che Lucina è viva,
e che non è alcun dubbio ch’ella muora;
che mai femina l’Orco non divora.

41
     — Esser di ciò argumento ti poss’io,
e tutte queste donne che son meco:
né a me né a lor mai l’Orco è stato rio,
pur che non ci scostian da questo speco.
A chi cerca fuggir, pon grave fio;
né pace mai puon ritrovar piú seco:
o le sotterra vive, o l’incatena,
o fa star nude al sol sopra l’arena.

42
     Quando oggi egli portò qui la tua gente,
le femine dai maschi non divise;
ma, sí come gli avea, confusamente
dentro a quella spelonca tutti mise.
Sentirá a naso il sesso differente.
Le donne non temer che sieno uccise:
gli uomini, siene certo; et empieranne
di quattro, il giorno, o sei, l’avide canne.

43
     Di levar lei di qui non ho consiglio
che dar ti possa; e contentar ti puoi
che ne la vita sua non è periglio:
stará qui al ben e al mal ch’avremo noi.
Ma vattene, per Dio, vattene, figlio,
che l’Orco non ti senta e non t’ingoi.
Tosto che giunge, d’ogn’intorno annasa,
e sente sin a un topo che sia in casa. —