Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/203

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ventesimoterzo 197


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     Salito Astolfo sul destrier volante.
lo fa mover per l’aria lento lento;
indi lo caccia sí. che Bradamante
ogni vista ne perde in un momento.
Cosí si parte col pilota inante
il nochier che gli scogli teme e ’l vento;
e poi che ’l porto e i liti a dietro lassa,
spiega ogni vela e inanzi ai venti passa.

17
     La donna, poi che fu partito il duca,
rimase in gran travaglio de la mente;
che non sa come a Montalban conduca
l’armatura e il destrier del suo parente;
però che ’l cuor le cuoce e le manuca
l’ingorda voglia e il desiderio ardente
di riveder Ruggier, che, se non prima,
a Vallombrosa ritrovar lo stima.

18
     Stando quivi suspesa, per ventura
si vede inanzi giungere un villano,
dal qual fa rassettar quella armatura,
come si puote, e por su Rabicano;
poi di menarsi dietro gli diè cura
i duo cavalli, un carco e l’altro a mano:
ella n’avea duo prima; ch’avea quello
sopra il qual levò l’altro a Pinabello.

19
     Di Vallombrosa pensò far la strada,
che trovar quivi il suo Ruggier ha speme;
ma qual piú breve o qual miglior vi vada,
poco discerne, e d’ire errando teme.
Il villan non avea de la contrada
pratica molta; et erreranno insieme.
Pur andare a ventura ella si messe,
dove pensò che ’l loco esser dovesse.