Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/209

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ventesimoterzo 203


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     Giaceva Pinabello in terra spento,
versando il sangue per tante ferite,
ch’esser doveano assai, se piú di cento
spade in sua morte si fossero unite.
Il cavalier di Scozia non fu lento
per l’orme che di fresco eran scolpite
a porsi in avventura, se potea
saper chi l’omicidio fatto avea.

41
     Et a Gabrina dice che l’aspette;
che senza indugio a lei fará ritorno.
Ella presso al cadavero si mette,
e fissamente vi pon gli occhi intorno;
perché, se cosa v’ha che le dilette,
non vuol ch’un morto invan piú ne sia adorno,
come colei che fu, tra l’altre note,
quanto avara esser piú femina puote.

42
     Se di portarne il furto ascosamente
avesse avuto modo o alcuna speme,
la sopravesta fatta riccamente
gli avrebbe tolta, e le bell’arme insieme.
Ma quel che può celarsi agevolmente,
si piglia, e ’l resto fin al cor le preme.
Fra l’altre spoglie un bel cinto levonne,
e se ne legò i fianchi infra due gonne.

43
     Poco dopo arrivò Zerbin, ch’avea
seguito invan di Bradamante i passi,
perché trovò il sentier che si torcea
in molti rami ch’ivano alti e bassi:
e poco omai del giorno rimanea,
né volea al buio star fra quelli sassi;
e per trovare albergo diè le spalle
con l’empia vecchia alla funesta valle.