Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/268

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262 canto


20
     — Veggo (dicea Ruggier) la faccia bella
e le belle fattezze e ’l bel sembiante,
ma la suavitá de la favella
non odo giá de la mia Bradamante;
né la relazïon di grazie è quella
ch’ella usar debba al suo fedele amante.
Ma se pur questa è Bradamante, or come
ha sí tosto in oblio messo il mio nome? —

21
     Per ben saperne il certo, accortamente
Ruggier le disse:— Io v’ho veduto altrove;
et ho pensato e penso, e finalmente
non so né posso ricordarmi dove.
Ditemel voi, se vi ritorna a mente,
e fate che ’l nome anco udir mi giove,
acciò che saper possa a cui mia aita
dal fuoco abbia salvata oggi la vita.

22
     — Che voi m’abbiate visto esser potria
(rispose quel), che non so dove o quando:
ben vo pel mondo anch’io la parte mia,
strane aventure or qua or lá cercando.
Forse una mia sorella stata fia,
che veste l’arme e porta al lato il brando;
che nacque meco, e tanto mi somiglia,
che non ne può discerner la famiglia.

23
     Né primo né secondo né ben quarto
séte di quei ch’errore in ciò preso hanno:
né ’l padre né i fratelli né chi a un parto
ci produsse ambi, scernere ci sanno.
Gli è ver che questo crin raccorcio e sparto
ch’io porto, come gli altri uomini fanno,
et il suo lungo e in treccia al capo avvolta,
ci solea far giá differenzia molta: