Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/290

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284 canto


8
     Paermi veder ch’alcun saper desia
il nome di costui, che quivi giunto
a Ruggiero e a’ compagni si offeria
compagno d’arme al periglioso punto.
Costei (non piú costui detto vi sia)
era Marfisa che diede l’assunto
al misero Zerbin de la ribalda
vecchia Gabrina ad ogni mal sí calda.

9
     I duo di Chiaramente e il buon Ruggiero
l’accettar volentier ne la lor schiera,
ch’esser credeano certo un cavalliero,
e non donzella, e non quella ch’ella era.
Non molto dopo scoperse Aldigiero
e veder fe’ ai compagni una bandiera
che facea l’aura tremolare in volta,
e molta gente intorno avea raccolta.

10
     E poi che piú lor fur fatti vicini,
e che meglio notar l’abito moro,
conobbero che gli eran Saracini,
e videro i prigioni in mezzo a loro
legati e tratti su piccol ronzini
a’ Maganzesi, per cambiarli in oro.
Disse Marfisa agli altri:— Ora che resta,
poi che son qui, di cominciar la festa? —

11
     Ruggier rispose:— Gl’invitati ancora
non ci son tutti, e manca una gran parte.
Gran ballo s’apparecchia di fare ora;
e perché sia solenne, usiamo ogn’arte:
ma far non ponno omai lunga dimora. —
Cosí dicendo, veggono in disparte
venire i traditori di Maganza:
sí ch’eran presso a cominciar la danza.