Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/319

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ventesimosesto 313


124
     Avea Marfisa a Mandricardo intanto
fatto sudar la fronte, il viso e il petto,
et egli aveva a lei fatto altretanto;
ma sí l’osbergo d’ambi era perfetto,
che mai potèr falsarlo in nessun canto,
e stati eran sin qui pari in effetto:
ma in un voltar che fece il suo destriero,
bisogno ebbe Marfisa di Ruggiero.

125
     Il destrier di Marfisa in un voltarsi
che fece stretto, ov’era molle il prato,
sdrucciolò in guisa, che non potè aitarsi
di non tutto cader sul destro lato;
e nel volere in fretta rilevarsi,
da Brigliador fu pel traverso urtato,
con che il pagan poco cortese venne;
sí che cader di nuovo gli convenne.

126
     Ruggier che la donzella a mal partito
vide giacer, non differí il soccorso,
or che l’agio n’avea, poi che stordito
da sé lontan quell’altro era trascorso:
ferí su l’elmo il Tartaro; e partito
quel colpo gli avria il capo, come un torso,
se Ruggier Balisarda avesse avuta,
o Mandricardo in capo altra barbuta.

127
     Il re d’Algier che si risente in questo,
si volge intorno, e Ricciardetto vede;
e si ricorda che gli fu molesto
dianzi, quando soccorso a Ruggier diede.
A lui si drizza, e saria stato presto
a darli del ben fare aspra mercede,
se con grande arte e nuovo incanto tosto
non se gli fosse Malagigi opposto.