Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/326

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320 canto


12
     Un giorno o duo ne la cittá soggiorna
Rinaldo; e poi ch’Orlando non arriva,
or verso Anglante, or verso Brava torna,
cercando se di lui novella udiva.
Cavalca e quando annotta e quando aggiorna,
alla fresca alba e all’ardente ora estiva;
e fa al lume del sole e de la luna
dugento volte questa via, non ch’una.

13
     Ma l’antiquo aversario, il qual fece Eva
all’interdetto pome alzar la mano,
a Carlo un giorno i lividi occhi leva,
che’l buon Rinaldo era da lui lontano;
e vedendo la rotta che poteva
darsi in quel punto al populo cristiano,
quanta eccelienzia d’arme al mondo fusse
fra tutti i Saracini, ivi condusse.

14
     Al re Gradasso e al buon re Sacripante,
ch’eran fatti compagni all’uscir fuore
de la piena d’error casa d’Atlante,
di venire in soccorso messe in core
alle genti assediate d’Agramante,
e a distruzion di Carlo imperatore:
et egli per l’incognite contrade
fe’ lor la scorta e agevolò le strade.

15
     Et ad un altro suo diede negozio
d’affrettar Rodomonte e Mandricardo
per le vestigie donde l’altro sozio
a condur Doralice non è tardo.
Ne manda ancora un altro, perché in ozio
non stia Marfisa né Ruggier gagliardo;
ma chi guidò l’ultima coppia tenne
la briglia piú, né quando gli altri venne.