Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/344

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338 canto


84
     Il re chiede al Circasso, che ragione
ha nel cavallo, e come gli fu tolto:
e quel di parte in parte il tutto espone,
et esponendo s’arrossisce in volto,
quando gli narra che ’l sottil ladrone,
ch’in un alto pensier l’aveva colto,
la sella su quattro aste gli suffolse,
e di sotto il destrier nudo gli tolse.

85
     Marfisa che tra gli altri al grido venne,
tosto che ’l furto del cavallo udí,
in viso si turbò, che le sovenne
che perdé la sua spada ella quel dí:
e quel destrier che parve aver le penne
da lei fuggendo, riconobbe qui:
riconobbe anco il buon re Sacripante,
che non avea riconosciuto inante.

86
     Gli altri ch’erano intorno, e che vantarsi
Brunel di questo aveano udito spesso,
verso lui cominciaro a rivoltarsi,
e far palesi cenni ch’era desso;
Marfisa sospettando, ad informarsi
da questo e da quell’altro ch’avea appresso,
tanto che venne a ritrovar che quello
che le tolse la spada era Brunello:

87
     e seppe che pel furto onde era degno
che gli annodasse il collo un capestro unto,
dal re Agramante al tingitano regno
fu, con esempio inusitato, assunto.
Marfisa, rinfrescando il vecchio sdegno,
disegnò vendicarsene a quel punto,
e punir scherni e scorni che per strada
fatti l’avea sopra la tolta spada.