Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. II, 1928 – BEIC 1738143.djvu/450

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444 canto


88
     Non si scordò il re d’Africa Ruggiero,
ch’era ferito e stava ancora grave.
Quanto potè piú acconcio s’un destriero
lo fece por, ch’avea l’andar soave;
e poi che l’ebbe tratto ove il sentiero
fu piú sicuro, il fe’ posar in nave,
e verso Arli portar commodamente,
dove s’avea a raccor tutta la gente.

89
     Quei ch’a Rinaldo e a Carlo dier le spalle
(fur, credo, centomila o poco manco),
per campagne, per boschi e monte e valle
cercaro uscir di man del popul franco;
ma la piú parte trovò chiuso il calle,
e fece rosso ov’era verde e bianco.
Cosí non fece il re di Sericana,
ch’avea da lor la tenda piú lontana:

90
     anzi, come egli sente che ’l signore
di Montalbano è questo che gli assalta,
gioisce di tal iubilo nel core,
che qua e lá per allegrezza salta.
Loda e ringrazia il suo sommo Fattore,
che quella notte gli occorra tant’alta
e sí rara aventura d’acquistare
Baiardo, quel destrier che non ha pare.

91
     Avea quel re gran tempo desïato
(credo ch’altrove voi l’abbiate letto)
d’aver la buona Durindana a lato,
e cavalcar quel corridor perfetto.
E giá con piú di centomila armato
era venuto in Francia a questo effetto;
e con Rinaldo giá sfidato s’era
per quel cavallo alla battaglia fiera;