Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/102

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96 canto


68
     Ruggiero alla sorella non ascose
quanto avea nel cor fissa Bradamante;
e narrò con parole affettuose
de le obligazïon che le avea tante:
e non cessò, ch’in grand amor compose
le discordie ch’insieme ebbono avante;
e fe’, per segno di pacificarsi,
ch’umanamente andaro ad abbracciarsi.

69
     A domandar poi ritornò Marfisa
chi stato fosse, e di che gente il padre;
e chi l’avesse morto, et a che guisa,
s’in campo chiuso o fra l’armate squadre;
e chi commesso avea che fosse uccisa
dal mar atroce la misera madre:
che se giá l’avea udito da fanciulla,
or ne tenea poca memoria o nulla.

70
     Ruggiero incominciò, che da’ Troiani
per la linea d’Ettore erano scesi;
che poi che Astïanatte de le mani
campò d’Ulisse e da li aguati tesi,
avendo un de’ fanciulli coetani
per lui lasciato, uscí di quei paesi;
e dopo un lungo errar per la marina,
venne in Sicilia e dominò Messina.

71
     — I descendenti suoi di qua dal Faro
signoreggiar de la Calabria parte;
e dopo piú successioni andaro
ad abitar ne la cittá di Marte.
Piú d’uno imperatore e re preclaro
fu di quel sangue in Roma e in altra parte,
cominciando a Costante e a Costantino,
sino a re Carlo figlio de Pipino.