Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/185

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quarantesimo 179


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     Smonta con pochi, ove in piú lieve barca
ha Brigliadoro e l’altre cose care.
Tra legno e legno taciturno varca,
fin che si trova in piú sicuro mare
da’ suoi lontan, che Dudon preme e carca,
e mena a condizioni acri et amare.
Gli arde il foco, il mar sorbe, il ferro strugge:
egli che n’è cagion, via se ne fugge.

9
     Fugge Agramante, et ha con lui Sobrino,
con cui si duol di non gli aver creduto,
quando previde con occhio divino,
e ’l mal gli annunziò, ch’or gli è avvenuto.
Ma torniamo ad Orlando paladino,
che, prima che Biserta abbia altro aiuto,
consiglia Astolfo che la getti in terra,
sí che a Francia mai piú non faccia guerra.

10
     E cosí fu publicamente detto
che ’l campo in arme al terzo dí sia instrutto.
Molti navili Astolfo a questo effetto
tenuti avea, né Dudon n’ebbe il tutto;
di quai diede il governo a Sansonetto,
sí buon guerrier al mar come all’asciutto:
e quel si pose, in su l’ancore sorto,
contra a Biserta, un miglio appresso al porto.

11
     Come veri cristiani Astolfo e Orlando,
che senza Dio non vanno a rischio alcuno,
ne l’esercito fan publico bando,
che sieno orazïon fatte e digiuno;
e che si trovi il terzo giorno, quando
si dará il segno, apparecchiato ogniuno
per espugnar Biserta, che data hanno,
vinta che s’abbia, a fuoco e a saccomanno.