Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/195

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quarantesimo 189


48
     E perché detto m’hai che con l’aiuto
degli Etïopi, sudditi al Senapo,
Astolfo a tòrti l’Africa è venuto,
e ch’arsa ha la cittá che n’era capo;
e ch’Orlando è con lui, che diminuto
poco inanzi di senno aveva il capo;
mi pare al tutto un ottimo rimedio
aver pensato a farti uscir di tedio.

49
     Io piglierò per amor tuo l’impresa
d’entrar col conte a singular certame.
Contra me so che non avrá difesa,
se tutto fosse di ferro o di rame.
Morto lui, stimo la cristiana Chiesa,
quel che l’agnelle il lupo ch’abbia fame.
Ho poi pensato (e mi fia cosa lieve)
di fare i Nubi uscir d’Africa in breve.

50
     Farò che gli altri Nubi che da loro
il Nilo parte e la diversa legge,
e gli Arabi e i Macrobi, questi d’oro
ricchi e di gente, e quei d’equino gregge,
Persi e Caldei (perché tutti costoro
con altri molti il mio scettro corregge);
farò ch’in Nubia lor faran tal guerra,
che non si fermeran ne la tua terra. —

51
     Al re Agramante assai parve oportuna
del re Gradasso la seconda offerta;
e si chiamò obligato alla Fortuna,
che l’avea tratto all’isola deserta;
ma non vuol tòrre a condizione alcuna,
se racquistar credesse indi Biserta,
che battaglia per lui Gradasso prenda;
che ’n ciò gli par che l’onor troppo offenda.