Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/210

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204 canto


24
     E dove col nocchier tenne via incerta,
poi che non l’ebbe, andò in Africa al dritto,
e venne a capitar presso a Biserta
tre miglia o due, dal lato verso Egitto;
e ne l’arena sterile e deserta
restò, mancando il vento e l’acqua, fitto.
Or quivi sopravenne, a spasso andando,
come di sopra io vi narrava, Orlando.

25
     E disioso di saper se fusse
la nave sola, e fusse o vota o carca,
con Brandimarte a quella si condusse
e col cognato, in su una lieve barca.
Poi che sotto coverta s’introdusse,
tutta la ritrovò d’uomini scarca:
vi trovò sol Frontino il buon destriero,
l’armatura e la spada di Ruggiero;

26
     di cui fu per campar tanto la fretta,
ch’a tor la spada non ebbe pur tempo.
Conobbe quella il paladin, che detta
fu Balisarda, e che giá sua fu un tempo.
So che tutta l’istoria avete letta,
come la tolse a Falerina, al tempo
che le distrusse anco il giardin sí bello,
e come a lui poi la rubò Brunello;

27
     e come sotto il monte di Carena
Brunel ne fe’ a Ruggier libero dono.
Di che taglio ella fosse e di che schena,
n’avea giá fatto esperimento buono;
io dico Orlando: e però n’ebbe piena
letizia, e ringrazionne il sommo Trono;
e si credette (e spesso il disse dopo)
che Dio gliele mandasse a sí grande uopo: