Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/349

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quarantesimoquinto 343


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     perché ha promesso contra Bradamante
entrare in campo a singular battaglia;
non simulare, e farne sol sembiante,
sí che Leon di lui poco si vaglia.
Dunque stará nel detto suo constante;
e ben che or questo or quel pensier l’assaglia,
tutti li scaccia, e solo a questo cede,
il qual l’esorta a non mancar di fede.

61
     Avea giá fatto apparecchiar Leone,
con licenzia del patre Costantino,
arme e cavalli, e un numer di persone
qual gli convenne, e entrato era in camino;
e seco avea Ruggiero, a cui le buone
arme avea fatto rendere e Frontino:
e tanto un giorno e un altro e un altro andaro,
ch’in Francia et a Parigi si trovaro.

62
     Non volse entrar Leon ne la cittate,
e i padiglioni alla campagna tese;
e fe’ il medesmo dí per imbasciate,
che di sua giunta il re di Francia intese.
L’ebbe il re caro; e gli fu piú fiate,
donando e visitandolo, cortese.
De la venuta sua la Cagion disse
Leone, e lo pregò che l’espedisse:

63
     ch’entrar facesse in campo la donzella
che marito non vuol di lei men forte;
quando venuto era per fare o ch’ella
moglier gli fosse, o che gli desse morte.
Carlo tolse l’assunto, e fece quella
comparir l’altro di fuor de le porte,
ne lo steccato che la notte sotto
all’alte mura fu fatto di botto.