Pagina:Ariosto, Ludovico – Orlando furioso, Vol. III, 1928 – BEIC 1739118.djvu/49

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trentesimoquarto 43


 36
     Seguitò la vittoria, et a sue spese,
senza dispendio alcun del padre mio,
ne rendè tutto il regno in men d’un mese.
Poi per ricompensarne il danno rio,
oltr’alle spoglie che ne diede, prese
in parte, e gravò in parte di gran fio
Armenia e Capadocia che confina,
e scórse Ircania fin su la marina.

 37
     In luogo di trionfo, al suo ritorno,
facemmo noi pensier dargli la morte.
Restammo poi, per non ricever scorno;
che lo veggián troppo d’amici forte.
Fingo d’amarlo, e piú di giorno in giorno
gli do speranza d’essergli consorte;
ma prima contra altri minici nostri
dico voler che sua virtú dimostri.

 38
     E quando sol, quando con poca gente
lo mando a strane imprese e perigliose,
da farne morir mille agevolmente:
ma lui successer ben tutte le cose;
che tornò con vittoria, e fu sovente
con orribil persone e monstruose,
con Giganti a battaglia e Lestrigoni,
ch’erano infesti a nostre regioni.

 39
     Non fu da Euristeo mai, non fu mai tanto
da la matrigna esercitato Alcide
in Lerna, in Nemea, in Tracia, in Erimanto,
alle valli d’Etolia, alle Numide,
sul Tevre, su l’Ibero e altrove; quanto
con prieghi finti e con voglie omicide
esercitato fu da me il mio amante,
cercando io pur di torlomi davante.