Pagina:Ariosto-Op.minori.1-(1857).djvu/338

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MADRIGALI.




Madrigale I.


     Se mai cortese fosti,
Piangi, Amor, piangi meco i bei crin d’oro;1
Ch’altri pianti sì giusti unqua non fôro.
     Come vivace fronde
5Tôl da robusti rami aspra tempesta;
Così le chiome bionde,
Di che più volte hai la tua rete intesta,
Tolto ha necessità rigida e dura,
Dalla più bella testa
10Che mai facesse o possa far natura.


Madrigale II.


     Quando vostra beltà, vostro valore,
Donna, e con gli occhi e col pensier contemplo,
Mi volgo intorno e non vi trovo esemplo.
     Sento che allor mirabilmente Amore
5Mi leva a volo, e me di me fa uscire;
E sì in alto poggiar dietro al desire,
Che non osa2 seguire
La speme; chè le par che quella sia
Per lei troppo erta e troppo lunga via.


  1. Vedi le nostre note al Sonetto XXIII.
  2. Variano, dopo il verso terzo, i manoscritti veduti del Barotti: «Io sento allor mirabilmente Amore Levarsi a volo, e senza di me uscire, Seco trar così in alto il mio desire, Che non l’osa ec.»