Pagina:Ariosto-Op.minori.1-(1857).djvu/35

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6 i cinque canti.

Di chi a grand’agio il misurò, non erra:
E un bel cristallo intero, chiaro e puro,
Tutto lo cinge, e gli fa sponda e muro.

3 Ha cento facce, ha cento canti, e quelli
Hanno tra l’uno e l’altro uguale ampiezza;
Due colonne ogni spigolo, puntelli
Dell’alta fronte, e tutte una grossezza;
Di cui sono le basi e i capitelli
Di quel ricco metal che più s’apprezza;
Ed esse di smeraldo e di zaffiro,
Di diamante e rubin splendono in giro.

4 Gli altri ornamenti, chi m’ascolta o legge
Può immaginar senza ch’io ’l canti o scriva.
Quivi Demogorgon,1 che frena e regge
Le Fate, e dà lor forza e le ne priva,
Per osservata usanza e antica legge,
Sempre ch’al lustro ogni quint’anno arriva,
Tutte chiama a consiglio, e dall’estreme
Parti del mondo le raguna insieme.

5 Quivi s’intende, si ragiona e tratta
Di ciò che ben o mal sia loro occorso:
A cui sia danno od altra ingiuria fatta,
Non vien consiglio manco nè soccorso:
Se contesa è tra lor, tosto s’addatta,2
E tornar fassi addietro ogni trascorso;
Sì che si trovan sempre tutte unite
Contra ogn’altro di fuor, con chi abbian lite.

6 Venuto l’anno e ’l giorno che raccôrre
Si denno insieme al quinquennal consiglio,
Chi dall’Ibero e chi dall’Indo corre,
Chi dall’Ircano e chi dal mar vermiglio;
Senza frenar cavallo e senza porre
Giovenchi al giogo e senza oprar naviglio,
Dispregiando venían per l’aria oscura
Ogni uso umano, ogni opra di natura.

7 Portate alcune in gran navi di vetro
Dai fier demonî, cento volte e cento

  1. Demogorgon, il genio della Terra, o piuttosto della Natura, da cui qualche antico poeta (vedi Boccaccio, nella sua Genealogia) derivò tutti gli Dei. Altri ne fece un mago potentissimo; e a questo sembra accostarsi l’Ariosto. — (Barotti; Molini.)
  2. Si rassetta o racconcia. Esempio da farne caso.